Distributori automatici: piccoli gioiellini di ingegneria

I distributori automatici sono una presenza a cui siamo ormai tutti abituati: li troviamo un po’ ovunque, presso uffici, sale d’attesa, scuole e aeroporti, ma spesso li utilizziamo senza avere la più piccola idea di come funzionino al loro interno. Ci basta avere una monetina in tasca e scegliere la bevanda, e il distributore bevande ci serve come per magia e in pochi secondi un bicchierino di caldo caffè. Ma cosa succede all’interno dei distributori automatici di bevande?

Dalla monetina al caffè: ecco cosa succede dentro ai distributori automatici

Il primo passo è inserire la moneta nei distributori automatici. A questo punto, la macchina deve innanzitutto riconoscere se la moneta sia vera o falsa e capire quanto valga. All’interno dello scomparto del pagamento, la moneta attraversa vari controlli lungo un mini corridoio che è un concentrato di tecnologia: un fascio laser misura il suo spessore e la sua grandezza, dei magneti individuano il tipo di metallo di cui è fatta. Se tutto procede come dovuto e la moneta è buona, verrà impilata assieme alle altre monete di uguale valore. Ormai quasi tutte le aziende di distributori automatici sono dotate di macchine in grado di dare il resto: in questo caso, se mettete delle monete di valore superiore al costo della bevanda, vengono impilate e viene calcolato il resto. Per erogarlo, la parte inferiore di ogni pila è dotata di una fessura sufficiente a far passare solo una moneta alla volta: la fessura di apre sotto alle varie pile fino ad erogare il resto perfetto!

Distributori automatici di caffè: come funziona il “piccolo bar” interno

Caffè lungo, caffè ristretto, decaffeinato, macchiato, cappuccino e chi più ne ha più ne metta: queste sono solo alcune delle bevande che possiamo ordinare nei distributori automatici di caffè. Per comporre la nostra bevanda preferita, i distributori automatici sono organizzatissimi al loro interno. Innanzitutto hanno tre tipologie di ingredienti: l’acqua bollente, lo zucchero è le polveri solubili dei vari ingredienti, che solitamente sono di 4 tipi (ovvero caffè, tè, latte e cioccolato) o 5 se è previsto anche il caffè decaffeinato. Quando scegliamo la nostra bevanda, inviamo le istruzioni alla macchina che compone una delle ricette per le quali è programmata. Le polveri sono contenute dentro a dei serbatoi dotati di un dosatore nella parte bassa, simile al dosatore delle macchine per espresso nei bar, che funzionano con una leva manuale: nei distributori automatici questa “leva” è ovviamente… automatica! Ogni “scatto” del dosatore fa cadere nel bicchierino una porzione di polvere. Ad esempio, se per comporre una bevanda servono 5 porzioni di polvere, per il caffè avremo 5 “scatti” di caffè, per il cappuccino 2 scatti di caffè e 3 di latte, per il macchiato 4 di caffè e uno di latte, e così via. Lo stesso accade per lo zucchero. Infine, a questa miscela perfettamente misurata di polveri viene aggiunta l’acqua bollente e il cucchiaino e la pausa caffè è servita! E mi raccomando, non dimenticate il resto!

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